Ieri la dietista. al primo appuntamento e capito che purtroppo sono costretto a mangiare in trattoria tutti i giorni a pranzo (e a volte pure a cena quando sono in trasferta per lavoro), ha deciso di darmi subito una dieta e non solo delle semplici regole, come ha detto di fare solitamente. Ora, ammesso e non concesso che mi abituerò (spero) a cibarmi di pane e pasta integrali, che mi abituerò a tè e caffè amari o con saccarina, che dovrò cominciare a mangiare più verdure di quelle che mangio ora (anche se non credo che arriverò mai a mezzo chilo al giorno), dopo aver spiegato che sono un operaio che lavoro in mezzo alla strada e non è che ho tempo per tante manfrine e mi alzo alle 6, ma ha dato colazione,merenda di metà mattina e merenda al pomeriggio. Io capisco che sia importante alimentarsi in maniera distribuita nel giorno per evitare picchi glicemici. Avrò qualche problema, dovrò alzarmi prima la mattina (dovrei tostarmi il pane, mangiarlo con mousse di frutta) e fermarmi per mangiare un frutto e magari un pacchetto di crackers 2 volte al giorno. Che diranno i miei colleghi e datori di lavoro di queste pause? Ma chi fa il medico o dietista si rende conto che purtroppo non tutti lavorano in un ufficio? Certo chi è ad una scrivania non è che non lavora, anzi, ma i tempi sono diversi. Io faccio segnaletica, non sono mai fermo e spero di farcela...come fate voi? Senza pensare a tutta la roba buona che mi è stata vietata, lasciamo perdere!
Se il pugno è chiuso la mano è vuota, solo se la mano è aperta puoi possedere tutto.
La tigre e il dragone