"I grandi pensieri vengono dal cuore" (Luc de Clapiers)

come funziona un reflettometro?

4 risposte [Ultimo messaggio]
Moby
Offline
IP:
Iscritto: 12/12/2010
Messaggi:
Siracusa ()
Sicilia
Diabebook: non ha uno stato.
come funziona un reflettometro?

Salve a tutti,
ho cercato sia su internet che all'interno del forum, ma non sono riuscito a trovare, nè adesso nè quando cercai tempo fa, come diavolo funziona il glucometro. C'è qualcuno che me lo può spiegare o che mi può passare un link/file che lo spieghi bene? Ho capito che ormai quasi tutti sono dei reflettometri, che hanno soppiantato i vecchi misuratori elettrici, ho capito che la misurazione viene fatta su sangue intero ma il programma tiene conto di questo e aggiusta il valore al livello plasmatico, ma nulla riguardo a come funzioni veramente. Inoltre finora la mia ragazza non mi ha mai parlato di tarare lo strumento, di tanto in tanto. Che le sue misurazioni non siano veritiere? Sad

Ritratto di pumpy
pumpy
Offline
IP:
Iscritto: 24/02/2010
Messaggi:
treviso (TV)
Veneto
Diabebook: non ha uno stato.
Re: come funziona un reflettometro?

ammazza!!! partito in quarta.

leggi qui
GLI APPARECCHI PORTATILI PER L’ AUTOCONTROLLO GLICEMICO: I GLUCOMETRI

Che cosa sono

Gli apparecchi portatili per la determinazione rapida della glicemia su sangue capillare (glucometri) costituiscono il mezzo indispensabile per l’autocontrollo glicemico da parte del paziente. Consentono di misurare la glicemia su sangue intero, di solito sangue capillare ottenuto dalla puntura del polpastrello di un dito o sedi alternative. La goccia di sangue viene posta su una striscia reattiva inserita nello strumento per la lettura. Sono disponibili in commercio numerosi modelli caratterizzati da semplicità di uso; tra questi sono preferibili i modelli cosiddetti “no wipe”, che non richiedono di asciugare l’eccesso di sangue sulla striscia reattiva prima della lettura ed effettuano la misura senza che 1’ operatore debba intervenire con manovre a tempi stabiliti. Alcuni apparecchi memorizzano i valori glicemici determinati e possono essere collegati con PC’ mediante apposito accessorio. Altri modelli possono essere inseriti in sistemi di collegamento per il tele-autocontrollo del diabete.

Come funzionano

Il principio su cui si basa la misura dei più comuni glucometri validati per uso clinico consiste nella quantificazione di una reazione enzimatica, l'ossidazione del glucosi. Che risulta proporzionale alla sua concentrazione nel sangue. La reazione avviene ponendo un campione di sangue su una striscia reattiva alla glucosio-ossidasi. La misura può essere ottenuta con metodo reflettometrico (intensità di colore determinata dal cromogeno che si sviluppa dall'ossidazione del glucosio) o impedenziometrico (conducibilità elettrica del sangue indotta dalla corrente elettrica generata dall'ossidazione del glucosio). In tutti casi, poiché la misura si basa su una reazione enzimatica, il tempo di reazione costituisce un requisito critico per la misura.

Alcuni fattori possono influenzare il risultato della misura (variazione dell’ematocrito, altitudine, temperatura e umidità dell’ambiente, ipossiemia, ipertrigliceridemia), anche se tale influenza non risulta sempre clinicamente rilevante. Al contrario, l’influenza dei farmaci assunti alle comuni dosi terapeutiche è generalmente del tutto trascurabile.

Qual è l’accuratezza analitica dei glucometri

Tutti i modelli possiedono una sensibilità e riproducibilità dei risultati ritenute soddisfacenti in rapporto allo scopo, che è quello di fornire valori glicemici utilizzabili per ima decisione terapeutica immediata e/o una rivalutazione della terapia su base retrospettiva. La concordanza (accuratezza) tra la glicemia misurata dal glucometro e quella determinata con metodiche di laboratorio convenzionali e mediamente buona, ma risulta variabile in rapporto al livello glicemico: la concordanza è elevata nel range 50-250 mg/dl, mentre diminuisce per valori glicemici superiori o inferiori pur risultando accettabile nel range 40-500 mg/dl. Sebbene il valore ideale raccomandato per l’accuratezza sia di un errore analitico inferiore al 5%, l’imprecisione analitica dei glucometri dipende dal tipo di strumento, con un coefficiente di variazione compreso tra 4% e 20% nel range glicemico tra 130 e 350 mg/dl. Nonostante tale imprecisione, l’affidabilità del glucometro risulta accettabile quando il suo impiego sia confinato all’automonitoraggio della glicemia, mentre per quanto concerne l’impiego per la diagnosi di diabete, di IFG (alterata glicemia a digiuno) o di IGT (ridotta tolleranza al glucosio) i glucometri non sono al momento raccomandati.

Qual è l’affidabilità della glicemia ottenuta mediante glucometro

L’affidabilità della glicemia non dipende soltanto dall’accuratezza analitica dello strumento, ma anche dalle capacità dell’operatore e dalla qualità delle strisce reattive. Affinché l’errore totale (errore analitico + errore operatore-dipendente) sia inferiore al 10%, a un glucometro affidabile è indispensabile affiancare un operatore a sua volta affidabile. Per l’automonitoraggio è dunque indispensabile un addestramento del paziente o dei familiari all’uso dello strumento.

Come ottimizzare la “performance” dell’operatore

La “performance” dell’operatore è influenzata dalle caratteristiche del sistema (apparecchio – strisce reattive); perciò, sono preferibili i modelli di glucometro il cui impiego è dipendente dall’abilità dell’operatore in misura trascurabile.

I metodi di addestramento riguardo alle operazioni connesse con la misura della glicemia devono essere adattati al singolo paziente (cultura, emotività, capacità di apprendimento) e il risultalo dell’apprendimento deve essere verificato nel tempo.

I contenuti dell’istruzione devono riguardare l’importanza di lavare e asciugare accuratamente le mani prima dell’operazione, le norme d’uso del glucometro, la sua conservazione e pulizia. In particolare, il paziente deve essere in grado di calibrare l’apparecchio utilizzando, nei casi previsti, le soluzioni di controllo a concentrazione nota di glucosio. Infine, il paziente deve essere informato sull’importanza della data di scadenza delle strisce reattive e della sensibilità intra-lotto e inter-lotto.

Come effettuare il controllo di qualità

Un programma adeguato di controllo di qualità deve comprendere tutte le tappe dell’autocontrollo glicemico. Dalla raccolta del campione alla misura della glicemia fino all’utilizzazione dei dati ottenuti. Per quanto concerne il funzionamento del glucometro, oltre alla calibrazione estemporanea è necessario prevedere periodicamente un controllo esterno. A scadenze prefissate, ad es. in occasione di una determinazione dell’IThAlc. Il valore glicemico ottenuto con glucometro può essere confrontato con la glicemia determinata in laboratorio sul campione di sangue prelevato al paziente; le letture del glucometro possono essere anche verificate su campioni di riferimento a concentrazione nota di glucosio, sia a valori bassi che alti.

Quali sono le cause di valori glicemici inattendibili

Con l’impiego dei glucometri attualmente disponibili, l’inaccuratezza dei valori glicemici, cioè la presenza di misurazioni con errore totale oltre il 10% (errore analitico + errore operatore-dipendente) dipende nella maggior parte dei casi da inadempienze dell’operatore: mancanza di controllo periodico “estemo” del funzionamento dell’apparecchio.
Uso scorretto delle soluzioni di controllo, assenza di abitudine a lavare e asciugare accuratamente le mani prima della determinazione glicemica, insufficiente pulizia dell’apparecchio, uso scorretto delle strisce reattive (tipo di strisce diverso da quello consigliato per il glucometro impiegato, modalità di conservazione inappropriate, uso di strisce molto tempo dopo la data di scadenza). Meno frequente è l’insorgenza “spontanea” di guasti del glucometro; questa eventualità può essere infatti svelata in tempi brevi se l’operatore si attiene all’uso abituale delle soluzioni di controllo ed effettua il controllo esterno periodico.

Come utilizzare i dati ottenuti con il glucometro

1 valori glicemici possono essere utilizzati sia dal medico sia dal paziente. Nel caso del medico si tratta di una valutazione retrospettiva della terapia o di una consulenza estemporanea, in via diretta o telematica. Nel caso del paziente, il dato glicemico può essere utilizzato per confermare una sospetta crisi ipoglicemica o per la gestione estemporanea della terapia. Quest’ultima modalità riguarda soprattutto i pazienti addestrati all'autogestione della terapia insulinica i quali praticano l'autocontrollo quotidiano della glicemia per variare la dose di insulina in base alla glicemia rilevata.

A parte questi esempi paradigmatici, le finalità dell’ autocontrollo glicemico devono essere individualizzate per ciascun paziente, nell’ambito degli obiettivi generali già enunciati, in quanto il suo successo presuppone una comunicazione bidirezionale medico-paziente aperta e onesta, con una scelta dei mezzi appropriata alle risorse culturali e tecnologiche disponibili nel singolo caso: dal diario compilato manualmente combinato con tabelle di correzione delle dosi fino all' uso di sistemi per l’autocontrollo telematico.
http://www.salvelocs.it/misuratoriglicemia.htm

ricorda che glucometro e reflettometro non sono sinonimi Wink

Pumpy (diabetando Staff)
Regolamento

"devi sapere cosa vuoi,altrimenti devi prendere ciò che viene"

Ritratto di pumpy
pumpy
Offline
IP:
Iscritto: 24/02/2010
Messaggi:
treviso (TV)
Veneto
Diabebook: non ha uno stato.
Re: come funziona un reflettometro?

qualcosa avevo detto qui
link

Pumpy (diabetando Staff)
Regolamento

"devi sapere cosa vuoi,altrimenti devi prendere ciò che viene"

Moby
Offline
IP:
Iscritto: 12/12/2010
Messaggi:
Siracusa ()
Sicilia
Diabebook: non ha uno stato.
Re: come funziona un reflettometro?

Pumpy sei mitica!!! Yahooo Yahooo

Ritratto di Giatta
Giatta
Offline
IP:
Iscritto: 11/03/2011
Messaggi:
locorotondo (BA)
Puglia
Diabebook: non ha uno stato.
Re: come funziona un reflettometro?
Moby wrote:
Pumpy sei mitica!!! Yahooo Yahooo

ok ok ok ok ok ok ok ok ok ok ok ok

giatta